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È da poco stato pubblicato uno studio con dati allarmanti. Secondo un’inchiesta del “Sole 24 Ore” l’Italia spende molto meno della media europea per l’assistenza ai disabili. Purtroppo il peso di questa politica ricade quasi sempre sulle famiglie che assistono i disabili. Lo studio ha rivelato infatti che ad esempio la disabilità di una persona con autismo ha avuto un impatto negativo sulla vita lavorativa nel 65,9% dei casi presi in considerazione.
Il 25,9% delle madri si è trovata addirittura costretta ad abbandonare il proprio posto di lavoro, mentre il 25,9% ha dovuto ridurre le ore lavorative. Solamente il 3,3% dei disabili non autosufficienti riceve aiuto da personale pubblico e solo il 3,3% quotidianamente. Questi dati dovrebbero far riflettere seriamente uno Stato che si occupa del benessere dei propri cittadini. Invece sembra che si stia andando proprio nella direzione opposta.
Dal 2008 al 2013 il Fondo per le politiche sociali diminuisce notevolmente, secondo le tabelle del governo Berlusconi da 929 milioni a 44 milioni di Euro. Il Fondo per la non autosufficienza invece da 300 a 0. Ecco come l’assistenza rimane nella stragrande maggioranza dei casi un onere della famiglia, come denuncia il Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali. Spesso i compiti di cura gravano dunque solamente sulle famiglie. La disabilità è purtroppo ancora una questione invisibile che troppo spesso viene dimenticata negli affari istituzionali.
Come se non bastasse, ci si mettono anche i truffatori come è emerso dall’inchiesta svolta a Napoli il 1 febbraio 2012. Secondo “il Mattino” 9 su 10 degli invalidi controllati al rione Santa Lucia di Napoli erano falsi. Trentadue sono stati gli arresti e un milione e mezzo di Euro i danni accertati durante l’ispezione.



