Quello che per le persone non disabili sembra apparentemente una sciocchezza come fare una passeggiata, andare a fare la spesa o attraversare una strada, per i disabili spesso può diventare un’impresa difficile. Ad impedire spesso il libero passaggio sono soprattutto in grandi città come Roma, Napoli o Milano automobili parcheggiate in modo non corretto. Come i disabili anche i genitori con passeggini riscontrano troppo spesso questo problema. Oltre alla questione delle automobili, ci sono anche le cosiddette barriere architettoniche, dunque un elemento costruttivo, a limitare o impedire gli spostamenti di persone disabili. Qualsiasi elemento costruttivo come una scala, un gradino o una rampa troppo ripida può trasformarsi in una barriera che impedisce l’accessibilità in un immobile a una persona disabile.

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L’accessibilità in Italia è un diritto costituzionale dal 1948. È infatti compito della Repubblica Italiana rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. Il primo passo a livello giuridico è stato preso nel 1971, quando la legge numero 118, articolo 27, ha previsto la possibilità di accesso ai disabili in qualsiasi luogo pubblico, l’eliminazione di barriere architettoniche per edifici pubblici, la disposizione di posti disabili non deambulanti nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni e spettacoli pubblici e l’assegnazione ai disabili non deambulanti degli alloggi popolari a pian terreno in caso di richiesta.
Infine, pochi anni prima della 13/1989, nel 1986, la legge 41 fa “divieto alle pubbliche amministrazioni di approvare progetti pubblici senza l’eliminazione delle barriere architettoniche”. La Legge13/89 concede ai cittadini contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche su immobili privati già esistenti ove risiedono disabili. Grazie al decreto ministeriale del 1989 vengono precisati i termini e i concetti di questa legge.
Non sono però solo la costituzione, le leggi e i decreti ministeriali a garantire ai disabili una vita dignitosa fatta di diritti, bensì anche il buon senso comune dei cittadini.
