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Un argomento molto importante per un lavoratore che assiste un parente disabile sono le ore di permesso retribuite che spettano per diritto. L’assistenza quotidiana di un soggetto affetto da handicap è una responsibilità che giustamente bisogna rispettare maggiormente e per questo motivo esistono delle leggi apposite.
Il padre o la madre di un bambino disabile fino all’età di tre anni ha due ore di permesso giornaliero retribuite. Nel caso invece che un genitore lavori solo sei ore al giorno gli spetterebbe un’ora di permesso. Dopo il compimento del terzo anno di età fino a maggiore età, il genitore o un parente affine entro il terzo grado che si occupa in modo continuativo del disabile ha diritto a tre giorni al mese retribuiti. Ai genitori spettano durante i primi otto anni di vita del figlio dieci o undici mesi di congedo. Nel caso di handicap grave accertato dalla commissione ASL il congedo può essere prolungato fino a tre anni. Durante questo periodo il genitore ha diritto al 30% della normale retribuzione. È possibile anche fare la richiesta di congedo retribuito di due anni da parte di uno dei due genitori o in caso della sua scomparsa, uno dei fratelli della persona affetta da disabilità.
Portatore di handicap è una persona che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale che causa difficoltà di apprendimento, di integrazione lavorativa e di relazione. Si parla di handicap grave se la minorazione ha ridotto l’autonomia personale in modo da rendere necessario un’assistenza permanente. I permessi retribuiti sopra elencati sono previsti sia per i lavoratori che operano nel settore privato che, dal 1 gennaio 2009, per lavoratori statali. Non spettano il permesso retribuito ai lavoratori a domicilio, agli addetti ai lavoro domestici e familiari, ai lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari, ai lavoratori autonomi e ai lavoratori parasubordinati.
