“Ho un compagno molto speciale”

Nell’ottobre del 2011 il Sistema Nazionale di Linee Guida in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato una guida all’interno del primo programma strategico “Un approccio epidemiologico ai disturbi dello spettro autistico”. Il documento “Il trattamento dello spettro autistico nel bambino e nell’adolescente” serve soprattutto ad aiutare e a formare famiglie con parenti autistici. È inoltre rivolto anche ai medici che, se non esperti del campo, possono consultare la guida per capire meglio la patologia. Lo scopo principale è quello di migliorare l’assistenza ai pazienti autistici. Un dato molto interessante svela che i bambini con genitori che ricevono una formazione specifica fanno dei progressi molto più rapidi di quelli che invece non ce li hanno. Per questo motivo è importante per i genitori con figli affetti da autismo formarsi, informarsi e seguire gli ultimi risultati di ricerca.

© elisabetta figus - Fotolia

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L’autismo è considerato un disturbo cerebrale. Le persone affette da questa patologia mostrano un handicap comunicativo e una mancata inclinazione all’integrazione sociale. Le cause sono fino ad oggi sconosciute. Proprio perché non si riesce fornire un quadro clinico unitario e a causa della varietà di sintomatologie, si parla spesso di “Disturbi dello Spettro Autistico”.
L’autismo è un argomento difficile da affrontare a causa della complessità. Per questo è importante abbattere le frontiere e le differenze. Qual’é il posto più adatto se non il banco di scuola? Un compagno “diverso” può diventare un compagno “speciale” grazie ad iniziative come “Ho un compagno molto speciale…Raccontami l’autismo” in cui le classi possono presentare entro il 28 febbraio 2012 lavori sotto forma di temi, poesie, disegni ecc. Il concorso è aperto a tutti i bambini della scuola dell’infanzia e primaria in Italia.

non ci sono commenti autore la redazione dicembre 22, 2011 in Lavoro & Società

Lo sport come terapia

Come tutti ben sanno lo sport fa bene per tanti motivi. Il movimento fisico, oltre a migliorare la salute del corpo, migliora anche quella psicologica. Infatti il rilascio di endorfine da parte dei neuroni, quindi dei cosiddetti ormoni della felicità, avviene in modo spontaneo durante uno sport. L’attività fisica, ed anche lo svolgimento di attività piacevoli come ridere, farsi massaggiare, mangiare la cioccolata, socializzare, ballare e così via, può essere paragonato addirittura all’uso di farmaci o droghe, dato che le endorfine, sostanze completamente naturali, sono in grado di stimolare il nostro sistema nervoso dando all’organismo un senso di rilassatezza e benessere. Le endorfine svolgono una funzione sia antidolorifica che antidepressiva ed aiutano a rilassare e di conseguenza a migliorare il sonno. Inoltre favoriscono la concentrazione e l’apprendimento. Oltre alla salute fisica e mentale, è importante praticare dello sport sin da piccoli per via dei valori che vengono trasmessi come la lealtà, il coraggio, la tenacia, il rispetto delle regole, il gioco di squadra, la fratellanza, lo spirito di sacrificio e determinazione, la coerenza e la costanza. Per i disabili lo sport può avere un effetto terapeutico di grande importanza.

© Radu Razvan - Fotolia

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Padre fondatore del movimento sportivo per disabili è Ludwig Guttmann (1899-1980). Grazie all’impegno del medico specializzato in neurologia, lo sport per disabili è stato promosso a livello internazionale. Egli decise infatti di sostenere lo sport come metodo principale di terapia dando  ai disabili in questo modo una maggiore consapevolezza del loro corpo aumentando anche il rispetto di sé. Dal 1952 organizzò i Giochi di Stoke Mandeville per disabili.
Oggi lo sport per atleti con disabilità è diviso in tre categorie: i non udenti, disabili fisici (inclusi i disabili non vedenti e ipovedenti) e i disabili psico-mentali. Esistono molte discipline che possono essere praticate da sportivi con disabilità come l’atletica leggera, boccia, calcio, canottaggio, ciclismo, equitazione. Judo, pallavolo, tennis da tavolo e tante altre.

non ci sono commenti autore la redazione dicembre 19, 2011 in Sport & Paralimpiadi

Tecnologie per non vedenti

Le nuove tecnologie hanno portato a un netto miglioramento delle condizioni di vita. Pensiamo solo all’importanza e alla praticità di un telefono, oggetto per noi oggi ormai scontato. Per i disabili le nuove tecnologie possono rappresentare una vera e propria svolta per il loro stile di vita. Le risorse oggi disponibili per non vedenti sono molte. Concentriamoci sul mondo informatico.
Già nel diciannovesimo secolo lo studioso francese Luois Braille inventò l’alfabeto fonetico tattile cha ancora oggi porta il suo nome e viene utilizzato. Il Braille era una tavola di 64 segni che, basandosi sull’associazione di sei punti, poteva consentire la scrittura di lettere, numeri, punteggiature, note musicali, caratteri matematici. Oltre al Baille esiste un altro metodo che dà l’opportunità ai non vedenti di acquisire informazioni, cioè tramite i mezzi di riproduzione fonica. Dalla fine degli anni ottanta ci fu una vera e propria innovazione che aprì prospettive sorprendenti per la facoltà dei non vedenti di scrivere e leggere. Vennero sviluppati i pc con programmi di interfaccia per non vedenti, una voce traduceva in voce o in carattere braille da 8 punti l’immagine sul video. Il mondo di internet consente oggi ai non vedenti di prelevare libri, quotidiani e riviste, l’accesso a diversi siti con programmi freeware o shareware, inoltre è possibile inviare e ricevere  la posta elettronica e partecipare ai forum.
Nei negozi specializzati in prodotti per non vedenti sono disponibili strumenti che includono una tastiera standard o Braille, una sintesi vocale e/o un display braille ed un sistema semplificato di gestione di documenti e archivi. Questi prodotti sono particolarmente utili agli studenti. Purtroppo i prodotti per non vedenti sono ancora molto costosi a causa del rapido mutamento tecnologico che non permette agli strumenti informatici specifici per i non vedenti di adeguarsi con la stessa flessibilità.

© Gjermund Alsos - Fotolia

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non ci sono commenti autore la redazione dicembre 16, 2011 in Nuove tecnologie per disabili

Barriere architettoniche

Quello che per le persone non disabili sembra apparentemente una sciocchezza come fare una passeggiata, andare a fare la spesa o attraversare una strada, per i disabili spesso può diventare un’impresa difficile. Ad impedire spesso il libero passaggio sono soprattutto in grandi città come Roma, Napoli o Milano automobili parcheggiate in modo non corretto. Come i disabili anche i genitori con passeggini riscontrano troppo spesso questo problema. Oltre alla questione delle automobili, ci sono anche le cosiddette barriere architettoniche, dunque un elemento costruttivo, a limitare o impedire gli spostamenti di persone disabili. Qualsiasi elemento costruttivo come una scala, un gradino o una rampa troppo ripida può trasformarsi in una barriera che impedisce l’accessibilità in un immobile a una persona disabile.

© Grischa Georgiew - Fotolia

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L’accessibilità in Italia è un diritto costituzionale dal 1948. È infatti compito della Repubblica Italiana rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà  e l’uguaglianza dei cittadini. Il primo passo a livello giuridico è stato preso nel 1971, quando la legge numero 118, articolo 27, ha previsto la possibilità di accesso ai disabili in qualsiasi luogo pubblico, l’eliminazione di barriere architettoniche per edifici pubblici, la disposizione di posti disabili non deambulanti nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni e spettacoli pubblici e l’assegnazione ai disabili non deambulanti degli alloggi popolari a pian terreno in caso di richiesta.
Infine, pochi anni prima della 13/1989, nel 1986, la legge 41 fa “divieto alle pubbliche amministrazioni di approvare progetti pubblici senza l’eliminazione delle barriere architettoniche”. La Legge13/89 concede ai cittadini contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche su immobili privati già esistenti ove risiedono disabili. Grazie al decreto ministeriale del 1989 vengono precisati i termini e i concetti di questa legge.
Non sono però solo la costituzione, le leggi e i decreti ministeriali a garantire ai disabili una vita dignitosa fatta di diritti, bensì anche il buon senso comune dei cittadini.

non ci sono commenti autore la redazione dicembre 16, 2011 in Senza barriere architettoniche

Assistere un disabile

© AKS - Fotolia

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Un argomento molto importante per un lavoratore che assiste un parente disabile sono le ore di permesso retribuite che spettano per diritto. L’assistenza quotidiana di un soggetto affetto da handicap è una responsibilità che giustamente bisogna rispettare maggiormente e per questo motivo esistono delle leggi apposite.

Il padre o la madre di un bambino disabile fino all’età di tre anni ha due ore di permesso giornaliero retribuite. Nel caso invece che un genitore lavori solo sei ore al giorno gli spetterebbe un’ora di permesso. Dopo il compimento del terzo anno di età fino a maggiore età, il genitore o un parente affine entro il terzo grado che si occupa in modo continuativo del disabile ha diritto a tre giorni al mese retribuiti. Ai genitori spettano durante i primi otto anni di vita del figlio dieci o undici mesi di congedo. Nel caso di handicap grave accertato dalla commissione ASL il congedo può essere prolungato fino a tre anni. Durante questo periodo il genitore ha diritto al 30% della normale retribuzione. È possibile anche fare la richiesta di congedo retribuito di due anni da parte di uno dei due genitori o in caso della sua scomparsa, uno dei fratelli della persona affetta da disabilità.

Portatore di handicap è una persona che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale che causa difficoltà di apprendimento, di integrazione lavorativa e di relazione. Si parla di handicap grave se la minorazione ha ridotto l’autonomia personale in modo da rendere necessario un’assistenza permanente. I permessi retribuiti sopra elencati sono previsti sia per i lavoratori che operano nel settore privato che, dal 1 gennaio 2009, per lavoratori statali. Non spettano il permesso retribuito ai lavoratori a domicilio, agli addetti ai lavoro domestici e familiari, ai lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari, ai lavoratori autonomi e ai lavoratori parasubordinati.

non ci sono commenti autore la redazione dicembre 10, 2011 in Legge & Fisco

Aspettando le Paralimpiadi…

 

© styleuneed - Fotolia

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Il via ufficiale dei Global Games con la fiaccolata in piazza è stato dato dal capitano del Genoa Marco Rossi, dal capotano della Sampdoria Angelo Palombo e dalla olimpica di atletica leggera Silvia Salis, inoltre madrina della manifestazione sportiva. L’ospite d’onore dell’evento era il cantante Gino Paoli.
Dal 26 settembre al 3 ottobre si sono svolti in Liguria i Global Games 2011, i Mondiali Inas (Istituto Nazionale Assistenza Sociale) per sportivi con disabilità intellettivo-relazionali. L’evento ha accolto 1200 persone da 36 paesi diversi. Le discipline sportive erano in tutto otto: nuoto, basket, tennis, atletica leggera, futsal, tennis da tavolo, canottaggio, ciclismo. Le diverse gare si sono svolte in vari luoghi della regione ligure, a Loano, Imperia, Cogoleto, Varazze, Prá e Casella. I risultati degli atleti italiani sono stati sorprendenti. Gli azzurri si sono distinti in quattro delle otto discipline di gara con un oro nel tennis da tavolo e uno nell’atletica leggera, argento sia nella disciplina del futsal che per due canottieri, mentre il bronzo è stato assegnato alla squadra di canottaggio impegnato nelle staffette e nell’atletica leggera nei 400metri ostacoli. Si può quindi parlare di un vero e proprio bottino di medaglie.
I Global Games davano agli atleti la possibilità di qualificarsi per le attesissime Paralimpiadi nel 2012. Sarà Londra ad ospitare quest’anno la XXX edizione dei Giochi Olimpici e la XIV dei Giochi Paralimpici estivi. Un nuovo regolamento prevede infatti dal 2012 in poi che la città in cui vengono svolte le Olimpiadi, si impegni anche ad ospitare le Paralimpiadi. Le discipline previste per gli sportivi disabili saranno Tiro con l’arco, Atletica Leggera, Bocce, Ciclismo su strada, Ciclismo su pista, Sport Equestri, Scherma, Calcio a 5 e 7, Goalball, Judo, Sollevamento Pesi, Canottaggio, Vela, Tiro, Nuoto, Tennis Tavolo, Volley, Basket, Rugby, Tennis.
Attendiamo quindi il 29 luglio, giornata in cui ci sarà la cerimonia di apertura dei giochi paralimpici!

non ci sono commenti autore la redazione dicembre 07, 2011 in Sport & Paralimpiadi

Liberi di viaggiare

© mangostock - Fotolia

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È stata da poco aggiornata la guida “I diritti dei cittadini con disabilità. Dai diritti costituzionali ai diritti esigibili” di 53 pagine articolate in 13 capitoli dedicata interamente ai diritti dei cittadini con disabilità aiutandoli in questo modo a poter esercitare i loro diritti tra leggi e iter burocratici. Il vademecum, realizzato dal Centro Nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità insieme alle associazione “Prader Willi” della Calabria e “Crescere” di Bologna, serve a far conoscere ai disabili le proprie agevolazioni e i propri diritti.

In primo luogo è da menzionare la legge contro le discriminazioni. Nel 2006 è stata approvata una legge che assicura un procedimento veloce e semplificato per la tutela giudiziaria contro le discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità. Inoltre è stata data la possibilità a associazioni accreditate di rappresentare in giudizio i loro membri e soprattutto di sostenere Class Action, iniziative che possono rivelarsi di grande successo. Inoltre nella guida vengono elencati il diritto all’educazione e all’istruzione, il diritto al lavoro e il diritto di voto. Vengono oltretutto illustrati in modo semplice i procedimenti per il riconoscimento dell’invaliditá,  le agevolazioni telefoniche, l’esenzione dal ticket e il diritto allo spostamento aereo. Il regolamento della Comunione Europea del 2006 prevede infatti gli stessi diritti per tutti i passeggeri senza discriminazioni e stabilisce l’assistenza a bordo da parte delle compagnie aeree e il servizio gratuito per lo sbarco e l’imbarco da parte dei gestori di aeroporti. La legge è parzialmente in vigore da luglio 2007 e interamente applicata dal 26 luglio 2008. Essa si basa sul diritto dei disabili alla libera circolazione, alla libertà di scelta e all’uguaglianza tra i cittadini.  Gli unici motivi di un’eventuale esclusione possono essere dovuti a motivi di sicurezza previsti dalla legge. Il Regolamento segue i principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In Italia l’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, è responsabile dell’applicazione della legge.

non ci sono commenti autore la redazione dicembre 05, 2011 in Legge & Fisco

Per una vita più autonoma

© Gina Sanders - Fotolia

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Le tecnologie per chi si trova in condizioni di disabilità motoria rappresentano una grande opportunità. Soprattutto per chi ha una manualità compromessa. La possibilità di usare un computer per leggere, scrivere, per comunicare a distanza ed anche per fare i compiti domestici riesce a cambiare in modo notevole la qualità della vita e rappresentare di conseguenza una vera e propria rivoluzione. Con un ausilio adatto, di norma con un computer, viene permesso ad un soggetto affetto da handicap di fare cose che altrimenti non avrebbe potuto svolgere.

Da qualche anno nelle scuole italiane viene data la possibilità agli alunni con disabilità anche grave, con l’ausilio di un computer, di scrivere un testo pari al livello di quelli elaborati dai compagni e dagli insegnanti. Cambia solo il tempo a disposizione che viene adeguato a seconda dei tempi di azione dell’alunno per l’esecuzione del compito. Sono in vendita una varietà di interfacce speciali e ausili, che danno soluzioni semplici per utilizzare al meglio la tastiera e il mouse, strumenti che possono risultare difficili da utilizzare nel caso di disabilità grave. Riguardo alla tastiera e al mouse sono disponibili diverse funzionalità molto utili a seconda dell’handicap del soggetto.

A rendere una vita per un diversamente abile più autonoma, sono anche gli elettrodomestici gestibili a distanza. La domotica serve a garantire il massimo livello di autosufficienza. Inoltre è utile all’interno delle case abitate da disabili disporre di un controllo wi-fi completo in casa, dal forno alla macchina del caffè. Sono numerose le soluzioni tecnologiche che possono essere adottate. Alcune tecnologie sono ancora in fase sperimentale e puntano a migliorare lo standard di vita per disabili.

non ci sono commenti autore Ginevra dicembre 03, 2011 in Nuove tecnologie per disabili